Cari lettori di Radio Gelosa,
credete di conoscere tutti quanti la vera storia di “Alice nel Paese delle Meraviglie”? Se il vostro pensiero va al lungometraggio Disney oppure al film diretto da Tim Burton, sappiate che l’opera di Lewis Carrol è molto di piè!!
Alice è una bambina di circa sette anni, seduta in giardino insieme alla sorella. La sua attenzione si concentra su un coniglio bianco, che Alice decide di seguire; è così che ella si trova in un mondo nuovo, fantastico, dove nulla è come sulla terra. Alice si trova all’interno di una stanza con una sola porta, ma ella è troppo grande e alta per passare attraverso l’apertura; superata questa prova, Alice si trova a dover assistere e partecipare alla “corsa confusa” dove ogni concorrente corre nella direzione che preferisce. Il viaggio di Alice è solo all’inizio: la fanciulla sempre all’inseguimento del bel coniglio bianco riesce a trovare la sua casa; qui l’animale la scambia per la cameriera. Il coniglio le ordina di salire per prendergli i guanti e il ventaglio ma, una volta all’interno della stanza Alice, che non resiste alla curiosità, beve da una boccetta. Il risultato? La piccola diventa un vero gigante! Il coniglio terrorizzato inizia a tirare sassi a quell’orrendo mostro, ma questi si trasformano in deliziosi pasticcini che la fanno ritornare minuscola, ancor più di prima. Qui incontra Brucaliffo che le consiglia di prendere due parti di un fungo con cui può crescere o rimpicciolire a suo piacimento. Al primo morso, il collo le si allunga a dismisura e la fanciulla urta un uccello che la scambia per un serpente. Ricordando le parole di Brucaliffo, Alice mangia anche l’altra parte del fungo. La protagonista, riprese le giuste sembianze, si rimette in cammino e in lontananza scorge una graziosa casa; decide che quella sarà la sua prossima meta. Nell’abitazione vive una Duchessa (insieme ad un particolare gatto dello Cheshire), intenta a cullare un neonato. Alice arriva proprio quando il valletto di corte consegna un invito a palazzo; la Duchessa decide di affidare il figlio alla bambina che lo lascia scappare, dopo che questi, si trasforma in maiale. Alice se ne va e raggiunge le case del Cappellaio Matto e della Lepre Marzolina unendosi a loro per il tè. La situazione straniante e pazzesca fa in modo che la protagonista abbandoni il ricevimento. Ben presto Alice si trova al castello della Regina di Cuori; ad accoglierla i giardinieri che stanno dipingendo le rose del bel giardino di rosso (per errore le rose piantate sono bianche). In men che non si dica, giungono altri personaggi, si tratta del re, la consorte, il fante di cuori e il coniglio bianco. Scoperto l’inganno delle rose la capricciosa regina ordina di tagliare la testa ai colpevoli. Alice viene poi condotta al cospetto della Finta Tartaruga che racconta la propria storia e intona un brano insieme ad alcune aragoste. Terminato anche questo episodio, la piccola si allontana e fa ritorno al castello per partecipare al processo del Fante di Cuori, colpevole di aver mangiato dei pasticcini. Alice, infastidita dall’assurda situazione decide di prendere le difese del Fante, scagliandosi contro la regina; è così che la giovane si accorge che quelli a cui sta parlando, non sono altro che carte da gioco! Alice si sveglia, accanto alla sorella, alla quale racconta tutti i fatti.
Il libro, complesso nella sua forma, ricco di enigmi, poesie e filastrocche, pone il lettore dinanzi al conflitto interiore che qualsiasi adolescente affronta. Alice si confronta con le regole di un mondo assurdo e fantastico, un mondo che la piccola avrebbe sognato da bambina; poi prende coscienza, impara a ribattere, a farsi valere e questo segna il passaggio all’età adulta.

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