Cari amici di Radio Gelosa,
oggi vogliamo proporvi un romanzo di letteratura contemporanea. Il breve scritto, che nel 1998 ha ispirato Giuseppe Tornatore per il film “La leggenda del pianista sull’oceano”, è intitolato “Novecento”. Si tratta di un monologo teatrale nato dalla penna dello scrittore torinese Alessandro Baricco.

La storia ci viene raccontata da un trombettista che per lungo tempo ha lavorato a bordo del transatlantico Virginian. Il vero protagonista è Danny Boodman T.D. Lemon Novecento che ancora in fasce, viene abbandonato dai genitori nella nave. A prendersene cura sarà il marinaio Danny Boodman che purtroppo, a causa di un incidente sul lavoro, alcuni anni dopo morirà. Novecento è di nuovo solo. Dopo questo spiacevole episodio agli occhi dell’equipaggio il giovane sembra essere scomparso ma, pochi giorni dopo, viene sorpreso a suonare il pianoforte. La musica interpretata dal protagonista proviene dall’anima: egli con le note riesce a leggere le sensazioni dei passeggeri; figure musicali che assemblate, caratterizzano un individuo, raccontano i segreti più intimi di ciascuno. Novecento cresce così, tra musica e mare. La tastiera del pianoforte, quegli stessi tasti che vengono usati per descrivere i passeggeri, fungono da barriera verso le paure del protagonista: quella di amare, di abbandonare il transatlantico per vedere il mondo, la paura di affrontare la vita.
In una della trappe della nave sale a bordo il narratore, che viene assunto come trombettista; inizia tra i due, una lunga e sincera amicizia. A 32 anni Novecento decide di scendere da quella che è stata la sua prima ed unica casa, ma all’ultimo momento ci ripensa e corre a rifugiarsi nuovamente nell’antro dell’imbarcazione; quella nave che l’ha visto crescere e che lo vedrà morire.

Baricco ha voluto raccontare una storia che vale la pena di essere raccontata; uno stile scorrevole, fluido, parole che fanno riflettere il lettore. Tutti siamo timonieri di una nave che non vorremo abbandonare, tutti siamo capitani della nostra vita e così è Novecento, con le sue insicurezze, con la sua musica ed un’unica certezza: il Virginian!

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